Ortodonzia Roma

Che cos’è l’Ortodonzia?

L’ortodonzia è quella branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi, della prevenzione e della cura delle malocclusioni, presenti laddove vi sia una relazione scorretta tra l’arcata dentaria superiore (mascellare) e inferiore (mandibolare).

La malocclusione può essere il risultato di anomalie nella posizione degli elementi dentari (disallineamento) oppure può essere causata da alterazioni dello sviluppo delle ossa mascellari e mandibolari.

L’obiettivo dell’ortodonzia é correggere tali anomalie che possono comportare importanti ripercussioni sia funzionali che estetiche, causando disturbi a carico della muscolatura masticatoria e del capo in generale, nonchè a carico delle articolazioni temporo-mandibolari.

Non di rado le malocclusioni dentali (anche quando non gravi) possono provocare significative alterazioni del rapporto tra struttura dentale, ossea, muscolare e tendinea ad essa collegata e sistema neuromuscolare ed osteoarticolare.

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Apparecchio Invisibile

Invisalign allinea i denti utilizzando una serie di mascherine (allineatori) invisibili, create su misura in modo da essere il più confortevoli possibile. Normalmente, una mascherina deve essere indossata per alcuni giorni (5-14 giorni), dopodiché la spinta si esaurisce e si deve passare alla mascherina successiva.

Man mano che si sostituiscono le mascherine i denti si spostano fino al raggiungimento della posizione desiderata. Il vantaggio è che le mascherine sono praticamente invisibili e si possono togliere per mangiare, per mantenere la corretta igiene orale o per appuntamenti importanti.

Devono essere utilizzate regolarmente e con costanza senza lunghe interruzioni, pena l’allungamento dei tempi di trattamento o il mancato ottenimento dei risultatti. Per questi motivi, è sempre stata una terapia d’elezione nel paziente adulto.

Negli ultimi anni però, anche gli adolescenti prediligono questo tipo di terapia, sia per motivi estetici e per esigenze sportive, soprattutto durante le attività che prevedono possibilità di trauma come calcio, arti marziali, rugby…

Dopo una prima visita di controllo e verifica della situazione clinica del paziente, si procede al rilievo delle impronte delle arcate dentarie che serviranno per procedere alla progettazione della terapia e ad elaborare una simulazione virtuale e interattiva utile, sia a produrre gli allineatori, sia eventualmente a concordare con il paziente eventuali modifiche.

Qualora non fosse possibile rilevare le impronte con la metodica tradizionale, ci si potra avvalere di supporti digitali in assenza di invasivitá non arrecando al paziente alcun fastidio.

Ortodonzia tradizionale

È un sistema di attacchi (brackets), bande, tubi e fili metallici applicati direttamente sui denti al fine di spostarli verso le direzioni prestabilite.

Tipicamente è posizionato sulla superficie esterna dei denti, verso le labbra e le guance, e, anche se esistono numerose varianti rappresenta il sistema più utilizzato, perché affidabile e predicibile.

In tempi più recenti, l’evoluzione nei materiali ha permesso di applicare i dispositivi anche sul lato interno dei denti, verso la lingua il palato. Questa tecnica si chiama Ortodonzia “linguale”, ed è apprezzato dei pazienti perché l’apparecchio praticamente non si vede.

Tuttavia è spesso più complessa da gestire e talvolta più lenta nei risultati, oltre a dare superiore difficoltà nell’igiene ed eventuali dolori alla lingua.

Alternative estetiche alla parete linguale sono i brackets in ceramica o materiali polimerici, che essendo bianchi o trasparenti si notano meno anche se posizionati sul lato esterno dei denti.

Ortodonzia linguale

L’ortodonzia linguale consiste in una tecnica ortodontica in cui gli attacchi ortodontici vengono inseriti sul lato interno del dente (rivolti verso la lingua), anziché sul lato esterno, quello esposto al sorriso.
E’ una tecnica in continua evoluzione, negli ultimi anni si stanno susseguendo ricerche e studi clinici che garantiscono risultati sempre migliori.

I denti si riallineano grazie alla forza che si instaura tra il filo ortodontico e la tensione del filo stesso agganciato agli attacchi (brackets).

Non è sempre possibile indicare a priori e con certezza, la durata di un trattamento di ortodonzia linguale. Molto dipende infatti dal tipo di molocclusione da curare nel paziente. Già dopo poco tempo però l’allineamento dei denti è evidente, mentre l’apparecchio è totalmente invisibile all’esterno. Si può così mangiare, parlare e ridere senza alcuna vergogna.

Quali apparecchiature usa il dentista?

A seconda del momento di crescita e della morfologia delle ossa, dentista può utilizzare:

  • dispositivi ortopedico funzionali che modificano la forma e la posizione delle ossa o diverse funzioni dell’apparato masticatorio.
  • dispositivi ortodontici che modificano la posizione dei denti.

Nel primo caso si parla più propriamente di ortopedia dentofacciale.

Nel secondo includiamo invece apparecchi mobili e fissi che modulano la crescita ossea e che esprimono il maggior effetto terapeutico durante l’età evolutiva.

I dispositivi più comuni sono:

  • Gli espansori palatali prevalentemente fissi o rimovibili
  • Le trazioni extra orali
  • Correttori e gli attivatori

Invece, il trattamento ortodontico vero e proprio si può avvalere di apparecchiature fisse, ossia attaccate direttamente sulla superficie dei denti, o mobili.

Questi dispositivi sono in grado di spostare i denti lungo le arcate. La forza applicata al dente viene “sentita” dai tessuti che lo circondano e si attivano dei meccanismi biologici di rimodellamento osseo, che consentono lo spostamento del dente e il suo stabile insediamento nella base, ossia nella nuova posizione.

Tramite questi movimenti si possono ottenere molteplici risultati: un corretto allineamento, corretta interrelazione tra l’arcata superiore l’arcata inferiore, una buona funzione masticatoria e un estetica piacevole.

A che età è consigliabile una prima visita ortodontica?

Una visita ortodontica specialistica è già consigliabile fra i 3 e i 6 anni di età. Già in fase di una dentizione decidua o mista è possibile intercettare una crescita eccessiva o lenta delle basi ossee, impostando un trattamento ortopedico funzionale finalizzato ad uno sviluppo più armonico.

In questa fase, gli interventi possono essere effettuati utilizzando apparecchiature sia mobili che fisse sulle arcate dentarie, che sono in grado di stimolare la crescita carente o ostacolare la crescita eccessiva delle basi ossee.

Questi trattamenti non escluderanno in futuro eventuali interventi ortodontici, ma permettono di ottenere una migliore funzione dell’apparato masticatorio e una migliore estetica facciale.

Ulteriori trattamenti di spostamento dei denti malposizionati, se necessari, saranno più semplici, veloci e spesso con esiti più soddisfacenti.

In assenza di particolari problematiche di sviluppo osseo, il trattamento ortodontico di bambini (se necessario) si esegue intorno ai 9-12 anni, a seconda del sesso e della situazione clinica.

Tuttavia, dai 3-6 anni è bene eseguire visite regolari per diagnosticare precocemente eventuali anomalie di sviluppo dentario o patologie come la carie, che possono complicare il futuro trattamento.

Esistono limiti di età?

È sbagliato il pensiero comune che gli apparecchi ortodontici siano solo per bambini o per adolescenti. In realtà tutti i pazienti possono sottoporsi ad Ortodonzia, poiché l’età adulta non rappresenta una controindicazione per il trattamento.

Anzi, negli ultimi anni ci si sta specializzando sempre più nel trattamento dell’adulto, poiché la richiesta di trattamenti è diventata molto elevata.

È importante però che i tessuti parodontali (osso e gengive) siano sani, cioè che i denti siano ben fissati nell’osso e non vi siano segni di infiammazione orali rilevanti. Non sia dell’adulto riveste anche un importante ruolo nel corso delle riabilitazioni protesiche e in plantari.

Infatti, quando un paziente deve di abilitare la masticazione con protesi o impianti dentali, è indispensabile valutare il corretto posizionamento delle basi ossee e degli eventuali denti presenti.

Un posizionamento non ideale di questi, non consente talvolta una terapia efficace ed è pertanto necessario intervenire preventivamente, correggendo questi difetti con l’ortodonzia e successivamente realizzare le riabilitazioni protesiche.

L’ortodonzia dell’adulto e quindi molto spesso necessaria per la funzione masticatoria, ma conferisce al risultato finale anche un’estetica molto soddisfacente.

Il trattamento ortodontico si può classificare in base all’età ed alla problematica del paziente.

  1. Terapia intercettiva é di solito la prima fase di approccio del bambino con l’ortodontista e ha lo scopo di correggere le disarmonie prevalentemente di natura scheletrica che, se non trattate tempestivamente, possono evolvere ed aggravarsi nel corso del tempo. L’obiettivo dell’ortodonzia intercettiva é quello di armonizzare la crescita scheletrica, laddove ci siano squilibri, favorire l’eruzione di tutti i denti permanenti (ad esempio in mancanza di spazio) ed eliminare eventuali abitudini viziate. Questa fase di terapia si svolge di solito tra i 6 e i 9 anni ed ha una durata di circa 1 anno.
  2. Successivamente si passa ad una fase di controllo per verificare il corretto sviluppo e l’eruzione dei denti permanenti e si stabilirà l’eventuale necessità di una seconda fase di terapia.

Non tutti i bambini necessitano di una terapia intercettiva, l’indicazione viene data dal dottore nel corso della prima visita.

Le malocclusioni più frequenti nel bambino tra i 6 e i 9 anni sono:

  • Morso aperto (si verifica quando denti anteriori dell’arcata superiore non toccano l’arcata inferiore)
  • Morso profondo (si verifica quando i denti anteriori superiori coprono molto,o totalmente quelli inferiori)
  • Crossbite posteriore (si verifica quando qualche dente dell’arcata superiore chiude all’interno dell’arcata inferiore)
  • Crossbite anteriore (si verifica quando uno o più denti anteriori superiori chiudono all’interno dell’arcata inferiore)
  • Abitudini viziate perpetuate nel tempo (succhiamento del dito,uso del ciuccio, interposizione di lingua o labbro inferiore
  • Perdita precoce dei denti da latte o tardiva eruzione dei permanenti
  • Dimensione dei denti non proporzionata alla struttura scheletrica

Queste malocclusioni sono di solito evidenziate dal pediatria.

Sempre in questa fascia d’età si collocano le terapie miofunzionali che consentono di trattare le anomalie della muscolatura facciale e masticatoria prevalentemente in età infantile.

Anomalie, come l’alterazione della mobilità e del tono della muscolatura orofacciale interna ed esterna. In situazioni di equilibrio le forze della lingua e degli altri muscoli interagiscono armonicamente.

La terapia miofunzionale consiste nella rieducazione della postura linguale statica e dinamica, delle alterazioni muscolari orofacciali, delle alterazioni respiratorie, delle alterazioni della statica cefalo-vertebrale e delle abitudini viziate.

La deglutizione è un meccanismo neuro-muscolare che va incontro a maturazione fisiologica rappresentata dal passaggio da deglutizione a quella adulta.
Quindi si definisce “atipica” una deglutizione infantile che persiste in età adulta con anomalie comportamentali e strutturali della muscolatura orofacciale.

Le cause sono di natura anatomica: frenulo linguale corto o macroglossia;compressione del nervo ippoglosso durante il parto; la maggior parte sono però riconducibili all’uso prolungato del biberon, all’abuso di ciucci e al succhiamento del pollice.

La terapia miofunfunzionale si basa su esercizi di rieducazione muscolare, insegnamento di una deglutizione corretta, condizionamento del subconscio e si inserisce all’interno di un approccio globale che comprende collaborazioni e sinergie tra le varie figure professionali, come l’ortodontica ed il Logopedista.

La logopedia può essere di supporto prima del trattamento ortodontico, per avere un ambiente funzionale favorevole.

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